Interfacce Java in 5 Minuti

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Interfacce

Le interfacce, sono entità simili a classi, ma i metodi non hanno corpo. Servono a dare dei comportamenti standard a tutte le sottoclassi. Vengono definite tramite l’uso della parola interface al posto della keyword class, nella creazione di una classe.

Come concetto è molto simile ad extends, ma una sottoclasse in java può estendere soltanto un’unica superclasse, mentre una classe può implementare infinite interfaccie (ereditarietà multipla).

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Classi Astratte

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Una classe astratta è simile a una normale classe: può avere attributi e metodi, ma è caratterizzata dalla parola chiave abstract. Non può essere istanziata e la sua implementazione è demandata alle sottoclassi;

Esempio:

public abstract class Animale {
    //campi
    private boolean vivo=true;
    //metodi
    public boolean isVivo() { return this.vivo; }
   
}

La classe “animali” è una categoria concettuale, non esiste “il generico animale”, ma solo animali specifici;

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Ereditarietà In Java

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Durante la fase di analisi e progettazione del software  capita spesso di notare delle similitudini tra classi: due o più classi hanno dei campi e dei metodi in comune.

Nasce quindi la necessità di avere una classe “padre”, in cui mettere le proprietà in comune, da cui far “discendere” le altre classi.

Questo meccanisco, nel paradigma di programmazione orientato ad oggetti, è noto come ereditarietà.

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This

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La parola chiave this in Java viene utilizzata per riferirsi, all’interno di un metodo o di un costruttore, agli attributi o metodi locali.

Esempio

public class Prova {
	
	String nome;
    
	public void hello(String n)
	{
		nome = n;// riga 5
this.nome = n;// riga 6
	}
	
}

La riga 5 e la riga 6 sono equivalenti. Il contenuto della variabile n viene salvato nella variabile nome in entrambi i casi.

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Oscillatori al Quarzo

Oscillatori al quarzo

Un oscillatore è predisposto per funzionare ad una certa frequenza di oscillazione, ma, con il tempo, invece varia in modo anche considerevole. Questo dipende da vari fattori, come la temperatura e l’invecchiamento dei componenti.

La stabilità di frequenza rappresenta una misura dell’oscillatore a discostarsi il meno possibile dalla frequenza nominale per cui è stato progettato, in un intervallo di tempo più lungo possibile.

Se la frequenza varia vuol dire che, ad esempio, lo sfasamento non è più nullo, come invece dovrebbe essere per le condizioni di Barkhausen.

Lo sfasamento introdotto dall’amplificatore, per esempio, varia più o meno lentamente per i motivi più disparati. Questo induce la rete di reazione a compensare questo sfasamento e di conseguenza a variazione anche la frequenza di oscillazione.

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Ingegneria del Software: breve introduzione

Ingegneria del software

Project Management

Si definisce project management  l’insieme delle attività aziendali, svolte tipicamente da una o più figure dedicate e specializzate dette project manager, volte all’analisi, progettazione, pianificazione e realizzazione degli obiettivi di un progetto, gestendolo in tutte le sue caratteristiche e fasi evolutive, nel rispetto di precisi vincoli.

Il project management da alcuni anni segue standard internazionali come PMI.

Gli obiettivi del Project Management sono:

• Dare una visione realistica del progetto, durante tutto il suo ciclo di vita

• Evidenziare situazioni critiche e proporre valide alternative in tempo utile

• Tracciare un quadro previsionale dell’evoluzione futura del progetto

• Assicurare la coerenza tra gli obiettivi parziali assegnati e quelli generali di progetto

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