Domande Risposta Aperta

1. JSP

2. Transazioni ACID

3. L’inizializzazione degli attributi nelle interfacce è obbligatoria

4. Foreign Key Sql

5. Stati del thread

6. Pattern builder

7. Spring e IOC

8. Creare un thread usando le classi anonime

9. Quali tipi di transazioni sono previsti dalla specifica EJB

10. Come si rende una classe immutabile

11. Servlet e thread-safe

12. Polimorfismo

13. Passaggio parametri in java

14. Enum

15. Come richiamare i costruttori della classe padre


Question 1 of 15

I Metodi In Java

In tutti i linguaggi di programmazione è si può definire un insieme di istruzioni, identificale con un nome, in modo da poterle richiamare, tramite esso, in qualsiasi punto del programma. In questo modo otteniamo un codice riutilizzabile, senza doverlo riscrivere quelle istruzioni ogni volta. Questo insieme di istruzioni viene chiamato metodo.

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La Ricorsione in Java

La ricorsione è una tecnica di programmazione che permette di creare dei metodi ricorsivi, ossia dei metodi che, durante la loro esecuzione, chiamano, direttamente o indirettamente, se stessi.

Quando un metodo invoca sè stesso, la JVM esegue le seguenti azioni:

  1. sospende l’esecuzione del metodo invocante
  2. esegue il metodo invocato fino alla sua conclusione
  3. riprende l’esecuzione del metodo invocante dal punto in cui era stata sospeso.

Per poter applicare questa tecnica, si deve decomporre un problema in problemi dello stesso tipo (cioè della stessa natura) ma di dimensione più piccola.

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Modificatori Di Visibilità In Java

Modificatore Effetto
Publicvisibile da qualsiasi parte del programma
Privatevisibile solo all’interno della stessa classe
Protectedvisibile solo dalle classi dello stesso package e da tutte le sottoclassi
Defaultvisibile dallo stesso package e dalle sottoclassi se sono nello
stesso package. È la visibilità assegnata di default se non viene specificato nulla.

Le Classi In Java

Una classe in Java si definisce tramite la parola chiave class.

	public class MiaClasse {
		//variabili
		// metodi		
	}

All’interno del corpo della classe, ossia tra le parentesi graffe, si definiscono i vari metodi e variabili.

La regola fondamentale è che in ogni file .java deve avere al massimo una classe con la parola chiave public. Per quanto riguarda le regole di naming delle variabili e metodi, tutti nomi di classi devono iniziare per lettera maiuscola (così come le lettere iniziali delle parole composte), mentre i nomi di variabili e di metodi devono iniziare con la prima lettera minuscola e con le parole composte con le iniziali maiuscole.

Cenni Sulla Programmazione Orientata agli Oggetti (OOP)

I linguaggi di programmazione servono per creare dei modelli, delle astrazioni che descrivono il comportamento di un sistema reale.

Una possibile distinzione dei linguaggi di programmazione è tra i linguaggi procedurali e i linguaggi Orientati agli Oggetti (OOP). I linguaggi procedurali consentono di costruire modelli che privilegiano l’aspetto procedurale, cioè le operazioni (funzioni) che il sistema deve eseguire. I linguaggi di programmazione OOP consentono, invece, di costruire modelli che privilegiano le entità logiche, ossia il sistema viene suddiviso in una serie di componenti logici che interagiscono tra loro; ogni componente a sua volta è suddiviso in un insieme di attributi e in un insieme di operazioni, che in qualche modo riguardano il componente stesso.

Un componente nel mondo reale potrebbe essere la macchina di Franco, la macchina di Gigi, la casa di Giuseppe. Un componente è anche detto oggetto.

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Array in Java

E’ possibile avere una lista di valori associati ad una variabile. Una variabile cosi composta si chiama Array. Un array (anche detto vettore) è un gruppo di elementi che viene dichiarato inizialmente specificandone la dimensione. La sintassi per la dichiarazione di una variabile di tipo array è la seguente:

TipoArray[]   nome = new TipoArray [n];

o anche:

TipoArray  nome[]= new TipoArray [n];

TipoArray  può essere sia un tipo primitivo che  una classe. “n” indica che l’array può contenere fino ad un massimo di n elementi di tipo TipoArray.

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Pattern Dao in Java

Il pattern DAO è usato per separare la logica di business dalla logica di acceso ai dati. Infatti, i componenti della logica di business non dovrebbero mai accedere direttamente al database: questo comporterebbe scarsa manutenibilità. Solo gli oggetti previsti dal pattern Dao possono accedervi.  Inoltre, se dovessimo modificare il tipo di memoria persistente utilizzata, o anche passare da Oracle a MySql per esempio, non sarà necessario stravolgere il codice della nostra applicazione, ma basterà modificare i DAO utilizzati.

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HtmlTags Titoli, Paragrafi e Testo a capo

HTML è nato per la mostrare contenuti ipertestuali, per questo la maggior parte dei tags si riferiscono all’organizzazione dei testi, testi che saranno composti da titoli, paragrafi, etc.

Per creare un paragrafo esiste il tag <p></p>.  In una pagina html, se ne possono inserire più di uno. Tra un paragrafo e l’altro c’è una riga di spazio.

Esempio:

<!DOCTYPE html>
<html>
<body>

<h1>Titolo<h1>
<h2>Sotto Titolo</h2>
<p>questo è un esempio di paragrafo</p>
<p>Sul sito Coding Creativo troverete tanti esempi ed esercizi su scratch</p>
<p>bla bla bla bla bla bla bla bla bla blabla bla bla bla blabla bla bla bla blabla bla bla bla blabla bla bla bla blabla bla bla bla bla</p>

</body>
</html>

Otteniamo:

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Merge Sort

Il Merge Sort,  inventato da John Von Neumann nel 1945, è molto simile al Quick Sort, ma  l’elemento pivot, in questo caso, viene scelto sempre nel centro.

L’idea principale è che, avendo due array ordinati, è molto semplice fonderli in un unico array ordinato. Inoltre,  un’array di un elemento  è sempre ordinato.

Unendo questi concetti,  si ha un algoritmo che, dopo aver suddiviso ricorsivamente l’array iniziale A in n sotto-array, costituiti da un solo elemento,  fonde i sotto-array e fino a ottenere  un’unico array ordinato.

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